Ora e sempre Resistenza

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Konstantinos Vavourakis - Grecia

Konstantinos Vavourakis

di anni 28 operaio - nato a Rethymnon (isola di Creta) nel 1913 - dopo la distruzione del proprio paese a opera dei tedeschi, si trasferisce ad Atene -. Addetto all’aeroporto di Kassanì (1) (nei pressi di Atene), vi svolge, nell’ambito delle organizzazioni clandestine operanti nell’Aeroporto stesso, atti vari di sabotaggio -. Sorpreso dai tedeschi il 3 settembre 1941 con due compagni effettua segnalazioni luminose ad aerei della RAF (2) che sorvolano il campo -

Tradotto alle carceri « Averof » di Atene - torturato

Processato il 2 ottobre 1941 dal Tribunale Militare tedesco di Atene -.

Fucilato il 19 ottobre 1941 a Kessanarì (Atene),

con gli stessi due compagni con i quali era stato arrestato.

Amatissima moglie mia Dina e venerata suocera Panajiota Ragusi,

Vi saluto per l’ultima volta. Come vi dissi giorni fa, il mio desiderio e che Dina vada a Creta per partorire; e se è maschio che prenda il mio nome. Prego Dio che vi consoli e vi dia forza, e ci perdoni se in qualche cosa abbiamo errato. Ti bacio molto teneramente, mia carissima moglie

Dina Vovurakis.

Il tuo fedele sposo

Konstantinos Vavourakis

Note

1 Usato dai Comandi tedeschi quale base di rifornimento per le truppe operanti nel Nordafrica

2 RAF « Reali Forze Aeree » (Inghilterra).

Konstantinos Sirbas (Kostas) - Grecia

fra due ore mi impiccheranno nella piazza perché sono patriota.

Non c’è nulla da fare. Non ti amareggiare padre; cosí era scritto per me.

Si muore in compagnia.

Addio.

Konstantinos Sirbas (Kostas)

Di anni 22 - barbiere - nato a Trìkala (Tcssaglia) nel 1922 -. Comunista, aderisce ai primissimi gruppi EAM ed è particolarmente attivo nell’organizzazione dei gruppi di resistenza nella campagna attorno a Trìkala -. Arrestato una prima volta nel 1943 dalle autorità italiane di occupazione, viene liberato quando, dopo l’8 settembre 1943, una notevole parte dei militari italiani si unisce ai resistenti greci -. Il 18 aprile 1944, nel corso di una azione contro il presidio tedesco di Trìkala e i collaborazionisti greci dell’ESAAD, mentre è impegnato in un combattimento in cui otto militari tedeschi vengono uccisi, è fatto prigioniero - tradotto per alcune ore nelle locali carceri e seviziato -.

Impiccato dai tedeschi e collaborazionisti greci,

lo stesso 18 aprile 1944, nella piazza principale di Trìkala,

alla presenza del padre - spezzatosi il cavo, l’esecuzione viene ripetuta

spezzatosi una seconda volta il cavo, l’esecuzione viene nuovamente ripetuta -.

Con lui vengono impiccati i suoi compagni Braggis, Petros Cianakas, Sergios Gazzos e Konstantinos Steriòpoulos.

18 aprile 1944

Venerato mio padre,

fra due ore mi impiccheranno nella piazza perché sono patriota. Non c’è nulla da fare. Non ti amareggiare padre; cosí era scritto per me. Si muore in compagnia. Addio. Bacio la mamma e tutti. Saluti ai vicini. Arrivederci all’altro mondo, vi aspetterò, e il giorno che giungerete sarà festa. La mia roba la prenderai dalla Polizia. Il mio portafogli non aveva dentro niente. Però è nuovo, prendilo tu papà. Ciao. Ricordati che tuo figlio se ne va amareggiato perché non sentirà le campane della libertà. Addio. Viva la libertà!

Kostas

Era scritto che io morissi in aprile.

Konstantinos Orfandis (Kostas) - Grecia

Konstantinos Orfandis (Kostas)

Di anni 19 - studente liceale - nato ad Atene nel 1925 — E’ fra i primi ad aderire al ‘EAM, in cui svolge azione di sabotaggio alle linee di comunicazione nemiche e diffusione della stampa clandestina -.

Arrestato il 5 dicembre 1943, ad Atene,

mentre cura la distribuzione di stampa clandestina -

tradotto nelle carceri « Averof », Atene - piú volte torturato -.

Fucilato senza processo il 15 gennaio 1944, a Kessarianì (Atene),

con altri patrioti in numero imprecisato.

Mia cara mamma,

voglio che ti mostri coraggiosa, non piangere, baciami i miei amati fratelli, domani 16 gennaio mi fucileranno. Viva la nostra dolce Ellade.

Tuo

Kostas

Konstantinos Manolòpoulos (Kostas) - Grecia

Di anni 39 - maestro elementare - nato ad Amalias (Peloponneso) nel 1905 -. Appartenente all’EAM - Arrestato dai tedeschi il 15 gennaio 1914, su delazione, mentre teneva lezione in classe tenuto per cinque giorni nelle celle di Via Merlin, Atene -.

Torturato - trasferito nelle carceri di Kallithea (Atene) -.

Fucilato senza processo il 17 maggio 1944,

a Mègara (Attica),

con Georgios Daniòlos, Giannìs Dimitsianos

e altri quindici patrioti.

(Scritto con il sangue su due tavolette in legno della cella, recapitate alla famiglia dopo la fine della guerra).

Agonia

12

ore

7 mattina

a 6

sera

per fucilazione

Kostas

Manolòpoulos

maestro

Kallithea

IX Scuola elementare

16-5-44

Sia avvisata

la mia famiglia

Muoio

per la

Libertà

16 -5-44

Joakìm Loulias - Grecia

I barbari invasori ci conducono oggi o

domani al luogo dell’esecuzione.

Mi sento fiero, mio Arcivescovo,

di morire per la liberazione del popolo,

come ci insegnò Cristo

Joakìm Loulias

Di anni 40 - archimandrita (1) di Kozani (Macedonia) - nato a Krokos (Kozani) nel 1903 -laureato in teologia a Calcide (isola d’Eubea) e in scienze politiche ed economiche ad Atene -. Dalla costituzione dell’EAM vi aderisce e vi svolge varia attività clandestina -. Arrestato da militari tedeschi il 18 maggio 1943, mentre usciva dalla sua parrocchia di Kozani dove aveva tenuto un sermone in cui esortava alla lotta contro l’oppressore -

Tradotto al campo di concentramento « Pavlos Melàs » di Salonicco -

sottoposto a intcrrogatori e sevizie -.

Fucilato in data incerta fra il 6 e il 10 giugno 1943,

a Salonicco, con altri otto patrioti di Kozani.

Campo di concentramento « Pavlos Melàs », 5 giugno 1943

Al Metropolita di Kozani

Ioakìm(2)

Reverendissimo,

pare che sia giunta l’ora di migrare al Signore. I barbari invasori ci conducono oggi o domani al luogo dell’esecuzione. Mi sento fiero, mio Arcivescovo, di morire per la liberazione del popolo, come ci insegnò Cristo e ancora perché nel sacrificio della Nazione rappresento il Clero ellenico e la gloriosa tradizione che ci ha lasciato.

Papaflessas, Samuìl, Isaias di Sàlona e voi stesso, continuate anche oggi la lotta per la libertà della Nazione.

Vi bacio la mano.

In Cristo e nella lotta fratello,

Ioakìm

Note

1) Titolo della Chiesa greco-ortodossa, corrispondente al superiore in grado nell’ambito della parrocchia

2) Il destinatario e gli altri citati nel testo sono stati fra i numerosi sacerdoti che, seguendo l’esempio di molti esponenti del clero greco nelle precedenti guerre d’indipendenza, hanno attivamente partecipato alla resistenza.

Ilias Kanaris - Grecia

.quando leggerai queste poche righe,

io figlio mio non sarò piú in vita perché mi avranno ucciso i tedeschi.

Mi hanno condannato a morte tre volte e a tre anni di reclusione….

Maschìetto mio, o, muoio come palikari col tuo nome sulle labbra e morendo grido:

viva l’Inghilterra, viva la Grecia, viva i nostri alleati.

Ilias Kanaris

Di anni 32 Macchinista - nato a Smirne (Turchia) nel1911 _ Sottufficiale nella R. Marina Ellenica con altri marinai organizza sulla costa deserta dell’Eubea, nei pressi di Calcide un centro di resistenza - installa radiotrasmittenti - occulta ex-prigionieri Alleati e a mezzo di un bastimento appositamente predisposto, ne organizza la fuga verso l’Egitto -

il 2 aprile 1942, arrestato una prima volta presso Vathy_ (Eubea) in seguito nel corso di un sopraluogo effettuato nella casa dove aveva il centro a fuggire e a raggiungere Calcide —

Ricercato per sette mesi dalla Ghestapo e individuato dal medesimo,

dopo un violento corpo a corpo con questi e con dei tedeschi viene nuovamente catturato

tradotto nelle carceri « Averof » (Atene) torturato -

Processato il 4 gennaio 1943 dal Tribunale Militare tedesco di Atene -

Fucilato il 24 gennaio 1943, a Kessarianì (Atene), con altri cinque patrioti.

Fratello mio

sono il più gravemente condannato di tutti i giustiziati fino a oggi. Nessuno fino ad ora è stato condannato tre volte a morte e a tre anni di reclusione

Ho battuto un record ora che ti scrivo rido, non voglio che mi piangiate

Voglio che tu raduni tutti i tuoi amici intorno a un tavolo e gli legga la mia lettera e che beviate al riposo dell’anima mia. Non voglio che pianga nessuno. Io muoio per la mia Patria e voi fate il vostro dovere e vendicate tutti quei greci che sono morti per lo stesso scopo.

Bene, miei bravi. Tutti insieme levate in alto i bicchieri. Così io voglio

Evviva la Grecia Evviva l’Inghilterra, Evviva i nostri Alleati. Salute a voi ragazzi

Ilias

Voglio , fratello mio , che tu cerchi con ogni mezzo possibile di avere il mio corpo e di seppellirlo cristianamente a Patisia e di condurre mio a portarmi un po’ di fiori, ad accendermi la candela, a pregare per l’anima mia. Ti prego molto di fare del mio Kosta il figlio tuo, ma io so quanto lo ami. Io fratello mio andrò a trovare il babbo e nostro fratello Stelio. Il giorno in cui fui condannato al mattino ne presero quattro e li uccisero. Oggi sei del mese ne presero tre, domani altri e cosí di seguito. Quando li prendono tutti gridano « Viva la Grecia » e vanno alla morte col sorriso sulle labbra e cantano la canzone « Col sorriso sulle labbra » ‘. Non ti turbare affatto, quando mi uccideranno. Sono Greco, sono palikari. Addio

Ilias

«Le mie ultime volontà »

martedì, 6 gennaio 1943

Caro mio figlio Kosta,

quando leggerai queste poche righe, io figlio mio non sarò piú in vita perché mi avranno ucciso i tedeschi. Mi hanno condannato a morte tre volte e a tre anni di reclusione. Figlio mio, maschietto mio, ti lascio orfanello di due anni, mio gagliardo, te che amai tanto, ma non ebbi la fortuna di godere di te e di giocare a nascondino come giocavo altre volte con te. Quando sarai un giovanotto leggerai questa ultima lettera, voglio che tu ricordi tuo padre e i consigli che ti darò, o mio gagliardo, mio piccolo palikari, amato mio figlio. Voglio che tu ami piú che me il tuo padrino, poiché ti amò molto e si prese cura di te. Rispettalo e ascoltalo, è lui il padre tuo e il padre di tutti noi e il capo della nostra famiglia. Ama tua madre, la tua zia Lulú, la tua zia Andrò e tuo zio Cristoforos. Figlio mio, non giocare a carte, non comportarti male verso nessuna donna nella tua vitae sii onesto, sincero e amante della verità. Ama la patria nostra e sii buon cristiano. Kosta mio, figliolo mio, non ti lascio nulla perché non ho nulla. Ti lascio in buone mani che ti amano e avranno cura di te. Kosta mio, devi perdonarmi che ti ho lasciato piccolo e orfano. Voglio che tu preghi sempre per me, mio gagliardo perchè mi condannarono che avevo due radio e trasmettevo, e appartenevo a un’organizzazione e aiutavo gli inglesi a fuggire, e avevo una pistola e tentai di sgozzare il loro interprete e molte altre cose, e facevo la spia.

Maschìetto mio, o, muoio come palikari col tuo nome sulle labbra e morendo grido: viva l’Inghilterra, viva la Grecia, viva i nostri alleati.

Figlioletto mio, maschietto mio, mio palikari, perdonami che ti lascio orfanello Muoio da palikari.

Addio, addio, addio mio gagliardo. Ti bacio dolcemente

tuo, padre

Ilias Kanaris

Georgios Kotoulas - Grecia

Muoio col nome della dolce Ellade sulle labbra.

La sorte mi ha perseguitato negli ultimi anni,

ma io la ringrazio tuttavia perché mi diede l’occasione

di offrire la mia vita per la Patria, che io sogno grande.

Georgios Kotoulas

Di mni 38 - capitano del porto del Pireo (Atene) - nato a Karditsa (Tessaglia) nel 1906 membro di una famiglia di uomini politici - nazionalista -.Organizza, in collegamento il Governo greco riparato in Egitto, un centro di resistenza marittima e di recluta, di volontari per la flotta greca che si sta ricostituendo in Egitto -. Partito per una missione dal porto di Salonicco (Macedonia) con altri ufficiali della R. Marina greca, nel corso della navigazione sull’Egeo viene sorpreso e fatto prigioniero da una pattuglia della, Marina tedesca -

tradotto con i sette compagni di cattura alle carceri « Averof » di Atene -.

Fucilato senza processo il 5 giugno 1942,

da plotone tedesco, a Kessarianì (Atene),

con i medesimi compagni, fra i quali due ufficiali della R. Marina,

e con Elefthèrios Kiossès.

Carceri Averof, giovedí 4 giugno 1942, ore 10 di sera

Mio caro fratello,

Muoio col nome della dolce Ellade sulle labbra. La sorte mi ha perseguitato negli ultimi anni, ma io la ringrazio tuttavia perché mi diede l’occasione di offrire la mia vita per la Patria, che io sogno grande.

Esprimo ai miei diletti genitori la mia riconoscenza per l’affetto con il quale mi allevarono. Bisogna che si rassegnino alla mia morte.

Ai cari cuginetti Mizzo e Niko, lascio in eredità l’amore per la Patria.

In questi ultimi momenti della mia vita penso a voi e insieme a tutti i buoni amici che abbraccio.

Siamo nella cella legati mano a mano con Ilias.

Vi bacio tutti mille volte

Georgios Kotoulas

(Parole scritte pochi minuti prima della fucilazione su una scatola di sigarette)

Per il signor Questore

Prego avvisare il mio amico Sig.Panos Pagonis (telefono 70550)

immediatamente dopo la mia esecuzione, perchè provveda a ritirare il

Ccadavere , trsportarlo direttamente al cimitero e fare notificazione a mio fratello per mezzo del Ministero

Attenzione che non sia presa alla sprovvista mia mamma

Giorgios Kotoulas

Capitano di Porto

Ministero Marina Mercantile

telefono 29255

Ho la tomba di famiglia al Cimitero 1 numero 341. Il Sig Pagonis s’intenda subito con l’impresario funebre della mia famiglia Takis Charatzopoulos (dietro il Municipio

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